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Il parco d’Arte

Il progetto “Parco d’Arte AltArt” prevede lo sviluppo e la riqualificazione del Parco in cui sorge l’attività di Residenza di Campagna, attraverso interventi artistici affidati, appunto, ad Artisti contemporanei i quali realizzeranno delle piccole opere. L’obiettivo è quello di dar vita ad un luogo in cui ogni Cliente abbia la possibilità di vivere ed avere un contatto diretto con L’Arte. 

Questo progetto, mosso certamente dalla passione e dal valore che sentiamo di dover riconoscere all’Arte, ha trovato il sostegno e gode dell’esperienza accumulata negli anni dal Critico d’Arte Gianfranco Labrosciano, al quale esprimiamo tutta la nostra gratitudine e riconoscenza per aver accettato, solo per Amore verso l’Arte, di accompagnarci in questo delicato ed ambizioso progetto.

 

Essendo una casa dell’arte, il Parco Alt Art è un luogo in continuo divenire, un cantiere in continua evoluzione che darà la possibilità ai propri ospiti di fruire delle opere in completa libertà, divenendo una sorta di museo all’aperto in cui condivisione e socializzazione saranno le parole d’ordine. In tal modo speriamo di rompere gli schemi, di scardinare quelle convinzioni per cui l’arte e la cultura siano solo per pochi avvicinandoci soprattutto ai giovani e, soprattutto, sperando di avvicinare i giovani all’arte!

 

Tra i primi interventi, nell’autunno 2012, l’estroso Artista napoletano, Gino Veneruso, ha dato vita ad una delle installazioni permanenti che maggiormente colpisce ogni Ospite che, per la prima volta, varca i cancelli del Parco d’Arte AltArt: nel giardino principale troverà ad accoglierlo una serie di tavoli, ricavati dal riuso delle radici di alberi di Pioppo, accuratamente pulite e lavorate a mano dall’Artista Napoletano, che danno la piacevole sensazione di una “Natura capovolta”, che abbracciano l’Ospite che vi si accomoda portandolo ad un contatto diretto con l’Opera stessa.

Sempre dall’Idea di ridare vita ad oggetti e materiali che, solo apparentemente, si presentano come oggetti insignificanti e privi di valore, l’Artista Gino Veneruso ha ricavato, da vecchie cabine elettriche, dei tavolini che arredano l’area relax del Parco. Su ognuno di questi, attraverso un delicato lavoro manuale, l’artista ha realizzato piccoli decoupage attraverso il riutilizzo di frammenti di mattonelle.

 

Nella primavera del 2015, viene affidata alla designer tunisina Monia Rasaa, lo sviluppo di un progetto teso alla realizzazione delle sedie da accostare ai tavoli – Radici realizzati dall’Artista Gino Veneruso. La designer tunisina accoglie con grande entusiasmo la nostra proposta coinvolgendo nella realizzazione del progetto l’Artista, anch’essa tunisina, Saloua Jabeur. Dalla loro unione prendono vita e forma “L’esercito di sedie”, ricavate da lastre di plexiglass, la cui forma ricalca la sagoma di una persona o meglio, la sagoma di ogni singolo Ospite che vi si accomoda e che, quindi, completerà l’opera medesima. Ognuna di queste sedie riporta, al centro, l’incisione delle iniziali delle due Artiste, volutamente incise all’altezza del Cuore…

Ma il vero fiore all’occhiello del Progetto è la realizzazione delle Camere d’Arte, non camere a tema ma bensì vere e proprie Opere d’Arte il cui obiettivo è quello di creare una perfetta simbiosi tra Opera e Ospite, dove le prime saranno completate dalla presenza degli Ospiti che decideranno di soggiornarvi ed inizieranno così un’interazione diretta alla ricerca del significato nascosto, vero dell’opera/camera e di ogni singolo elemento che, non a caso, l’Artista ha deciso di collocarvi. 

 

Tra le Camere d’Arte“ORIGINE” de il Maestro e scenografo Enzo Palazzo, origini e cultura, quella Greca, alle quali l’artista è legato e dalle quali prende spunto per realizzare la sua Opera-Camera con elementi, disegni, oggetti attraverso i quali si intraprende un viaggio nel mondo Greco, dall’Origine fino alla Magna Grecia, terra alla quale Enzo sente orgogliosamente di appartenere.

“…una sorta di nave sognante nella quale un novello Ulisse/Viandante prende per mano l’Ulisse antico e insieme procedono verso l’avvenire. E’ un’architettura della memoria nella quale i decori del soffitto “alla greca”, l’armadio a forma di tempio,” Le dame di Sibari” alla parete, portatrici d’acqua, leggendarie e mitica, le anfore sulla mensola di vetro e persino la ciotola del lavandino, cratere della sapienza o oracolo, tutto disvela un racconto di noi stessi e sulla nostra identità. Dormire nella stanza, allora, è come abitare la storia nel luogo dove tutto ebbe “Origine”, il mondo e il pensiero Greco”. (G. Labrosciano).